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SANITA’ ITALIANA / STATISTICHE ESCLUSIVE INDAGINI AMSI-UNITI PER UNIRE

- FUGA ALL’ESTERO PROFESSIONISTI SANITARI - NUMERI DEI PROFESSIONISTI ITALIANI E DI ORIGINE STRANIERA

– FUGA ALL’ESTERO PROFESSIONISTI SANITARI

– NUMERI DEI PROFESSIONISTI ITALIANI E DI ORIGINE STRANIERA

– DATI NAZIONALI E REGIONE PER REGIONE

– CAUSA E POSSIBILI RISOLUZIONI

Statistiche e riflessioni Amsi 2015-2023

Attività Amsi è iniziata ufficialmente nel 1998 

I DATI DEI PROFESSIONISTI SANITARI STRANIERI (MEDICI) AGGIORNATI AL 2023

2015 – 17 mila medici di cui 11 mila medici extraeuropei, 6 mila medici europei, 500 medici di MG.

80% impiegati nel privato, 20% nel Pubblico;

2016 – 18 mila medici di cui 12.500 medici non comunitari e 5.500 europei, 440 medici di famiglia. 80% nel privato e 20% nel Pubblico;

2017 – 19.500 medici, di cui 14.00 medici extraeuropei e 5.500 europei 430 medici di famiglia. Stessa percentuale pubblico-privato.

2018 – 20.000 medici di cui 14.600 medici extra europei , 5.400 europei 415 medici di famiglia. Stessa percentuale privato-pubblico.

2019 – 21.000 medici di cui 15.800 medici extra europei, 5.200 medici europei, 400 medici di famiglia. 75% nel privato, 25% nel pubblico.

2020 – 22.000 medici di cui 17.000 medici extra europei, 5000 europei, 400 medici di famiglia. 35% nel pubblico, 65% nel privato (grazie a Cura Italia).

2021 – 24.000 medici di cui 20.000 medici extra europei, 4 mila europei, 350 medici di famiglia (per colpa del Covid). 37% nel pubblico, 63% nel privato (grazie a Cura Italia)

2022 – 25.500 medici di cui 21.500 medici extra europei, 4 mila europei (grazie a Cura Italia), 300 medici di famiglia. A causa del Covid, dei pensionamenti e dell’obbligo della cittadinanza per sostenere i concorsi, ridotto drasticamente l’ingresso dei medici stranieri. Percentuale 39% nel pubblico, 61% nel privato.

2023 – 28 mila medici di cui 24.500 extra europei, 3500 europei, 279 medici di famiglia. 40% cento nel pubblico 60% nel privato.

La nazionalità dei medici di origine straniera:

nella prima fase dell’immigrazione l’origine era legata a studenti laureati in Italia di cui il 45% ha deciso di rimanere in Italia; 80% di questi hanno preso la cittadinanza italiana e la maggior parte sono rimasti nel nostro Paese a lavorare.

Paesi di provenienza:

PAESI ARABI-PAESI DEL GOLFO, MEDIORIENTE, AFRICA, AMERICA LATINA, EUROPA

Siria, Libano, Palestina, Israele, Iraq, Libia, Egitto, Israele.

Nigeria, Camerun, Congo, Somalia.

Argentina, Brasile ,Cile Perù, Grecia, Francia, Svizzera, Germania.

Nella Seconda Fase che iniziò dopo la caduta del muro di Berlino, oltre a quelli già presenti nella prima fase dell’immigrazione, i medici inizieranno ad arrivare da nuove nazioni:

Polonia, Albania, Russia, Bulgaria, Romania, Ucraina, Moldavia e poi da tutti i paesi Balcanici e dal nord Africa come Tunisia, Algeria e Marocco.

A differenza del passato, pochi hanno preso la cittadinanza italiana perché sono in età avanzata e già laureati (il 95% di loro si è laureato nei paesi di origine). La media dell’eta è 33 anni.

Terza Fase dell’immigrazione si ha dopo l’inizio della primavera araba ;

pochi hanno preso la cittadinanza italiana perché’ sono con età avanzata e già laureati il 90% di loro nei paesi di origine, la media dell’età è 30 anni.

Provengono per la maggior parte da Marocco, Algeria, Siria, Tunisia, Iraq, Somalia, paesi sud americani (Argentina Venezuela, Cuba e Perù)

Nella Quarta Fase dell’immigrazione sempre sanitaria dopo il decreto Cura Italia, i medici di origine straniera provengono per la maggior parte da: Argentina, Venezuela, Cuba ,Brasile, Tunisia, Giordania, Marocco, Siria, India, Ucraina).

Percentuali:

le Regioni italiane e le annesse città dove oggi si trovano maggiormente i medici di origine straniera;

Lazio (Roma)

Lombardia (Brescia)

Veneto (Padova)

Emilia Romania (Bologna)

Puglia (Bari)

Sardegna (Cagliari)

Sicilia (Messina)

Campania (Napoli)

Piemonte (Torino)

Negli ultimi 5 anni abbiamo ricevuto più di 10 mila richieste di medici, infermieri, fisioterapisti da tutte le regioni italiane.

VOGLIA DI FUGA ALL’ESTERO – Circa 8500 professionisti della sanità italiani dal 2023 a oggi hanno chiesto all’Amsi informazioni per andare a lavorare all’estero, in particolare nei paesi del Golfo, Svizzera, Norvegia, Regno Unito. Da Gennaio 2023 a oggi.

CHI LAVORA GIA DA NOI DA ANNI, TORNA A CASA O VA IN ALTRI PAESI – Negli ultimi5 anni numerosi professionisti della sanità albanesi, polacchi e rumeni sono tornati nei loro paesi di origine.

Negli ultimi 5 anni è diminuito del 50% l’arrivo degli studenti stranieri in Italia per colpa del caro vita e difficoltà degli esami d’ingresso. Ad attrarre di più gli studenti stranieri sono paesi come Germania, Francia, Spagna, Belgio, Regno Unito.

I professionisti sanitari di origine straniera che vivono e lavorano da anni in Italia sono costantemente attratti da offerte economiche e di vita molto più allettanti delle nostre. Stiamo perdendo anche loro. Si calcola che nei prossimi tre anni rischiamo di perdere il 30% di professionisti sanitari di origine straniera che lavorano da noi nel nostro sistema sanitario.

Cause: stipendi poco dignitosi, discriminazione, burocrazia, obbligo di cittadinanza.

I DATI COMPLESSIVI DEI PROFESSIONISTI SANITARI STRANIERI IN ITALIA

Oggi si calcola che i professionisti sanitari di origine straniera in Italia sono 100mila

Di questi possediamo esattamente ruoli e incarichi.

35mila sono medici (di cui 5 mila secondo il decreto cura Italia)

40mila sono infermieri (di cui 15 mila secondo il decreto cura Italia)

7mila sono odontoiatri

7mila sono fisioterapisti

6mila sono farmacisti

2.500 sono psicologi

FUGA ALL’ESTERO PROFESSIONISTI SANITARI

ANNO 2024 – Fuga all’estero nei primi 5 mesi del 2024 nel Lazio 

Negli ultimi cinque mesi, sono emigrati, dalla sanità di Roma e del resto del Lazio, ben 1252, tra medici (810), infermieri (389) e tecnici (53). E la regione della capitale indossa per la prima volta la maglia nera per la fuga dei camici bianchi con ben oltre i tre quarti del totale nazionale degli espatri (3306).

IMPEGNO DI AMSI E BUONA SANITA’.

Dal 1 gennaio 2024, l’Amsi ha contribuito ad evitare la chiusura di più di 1800 tra strutture, reparti e dipartimenti.

LA SANITA’ TERRITORIALE E GLI AMBULATORI

In Italia ci sono più di 83mila poliambulatori e ambulatori privati, maggiormente concentrati nel Lazio, nella Lombardia e in Emilia Romagna e nel Veneto. La loro attività, secondo Aodi, va supportata e sostenuta, perché è la base per far crescere una sanità territoriale che può snellire i carichi di lavoro dei pronto soccorsi e dei reparti di emergenza urgenza, gestendo i pazienti meno gravi.

CARENZA PROFESSIONISTI SANITARI

I numeri della carenza di medici sono sempre più impressionanti. L’Associazione nazionale medici di origine straniera in Italia (Amsi) ed il Movimento internazionale “Uniti per Unire”, dopo una attenta ed accurata indagine nel settore hanno presentato, il proprio autorevole report, che evidenzia apertamente come corriamo il rischio, ad oggi, di perdere un esercito di professionisti della sanità.

Fa discutere la situazione dei medici italiani, malpagati, spesso maltrattati dai pazienti e oggi in fuga verso altri paesi. Una fuga che provocherà grossi problemi, visto che il numero dei sanitari è già esiguo.

Quello della carenza dei professionisti della sanità è un fenomeno alquanto preoccupante, dato che si sta sviluppando, contemporaneamente, ad un altro problema abbastanza grave: la sempre più crescente richiesta di medici italiani di trasferirsi all’estero.

Un argomento di ineludibile importanza, dato che entro il 2027 saranno circa 125mila i medici di cui si avrà bisogno sia nel settore pubblico quanto privato. In base alle richieste giunte all’Amsi, ecco il numero delle strutture che vivono la delicata realtà della carenza di organici e le condizioni socio-economiche di ogni regione.

Così il fabbisogno di ogni regione di medici entro il 2027: Lazio (15mila), il Veneto (10mila), Piemonte (10mila), Lombardia (9mila), Emilia Romagna (8mila), Puglia (7mila), Toscana (4mila), Campania (4mila), Sicilia (4mila), Molise (4mila), Abruzzo (3mila), Liguria (3mila), Umbria (3mila) , Marche (3mila), Calabria (3mila), Friuli Venezia Giulia (3mila), Sardegna (2mila) , Basilicata (2mila), Valle d’Aosta (2mila) e Trentino Alto Adige (1mila).  

GLI ALTRI PROFESSIONISTI – Inoltre mancheranno sempre entro il 2027, 60mila infermieri e 30mila fisioterapisti in più.

Negli ultimi 5 anni sono stati, infatti, richiesti all’Amsi 8.500 professionisti della sanità: in particolare, 4500 medici, 3000 infermieri e 500 fisioterapisti e professionisti della sanità.

RICHIESTE DELLE REGIONI DI PROFESSIONISTI AD AMSI

Per quanto riguarda i medici, la Regione che ha avanzato le richieste maggiori è  la Lombardia (800), poi ci sono Veneto (750), Piemonte (750), Lazio (650), Toscana (600), Sicilia (600) Puglia (550), Campania (550), Emilia Romagna (500), Sardegna (450), Calabria (400), Liguria (350),Molise (350), Umbria (350), Marche (300), Abruzzo (250),Trentino Alto Adige (250), Basilicata (200), Valle d’Aosta (150), Friuli Venezia Giulia (200). Le specializzazioni maggiormente richieste sono inerenti al campo dell’Anestesia, Ortopedia, Medicina d’urgenza, Radiologia, Chirurgia, Neonatologia, Ginecologia, Pediatria, Cardiologia, Neurochirurgia, Geriatria, Medicina sportiva, Medici nelle località turistiche ed anche Medici di famiglia.

FUGA DI CERVELLI, 125mila professionisti sanitari all’anno lasciano l’Italia

È necessario abbreviare il periodo del riconoscimento dei titoli di studio esteri e consentire ai medici stranieri, i quali  hanno esercitato la professione in Italia da più di 5 anni e non possiedono la cittadinanza italiana, di poter sostenere concorsi pubblici e stipulare contratti a tempo indeterminato almeno per 5 anni e per contrastare la cosiddetta  ‘fuga dei cervelli’ che ogni anno causa la perdita di circa 125mila professionisti della sanità che lasciano l’Italia per una meta più vantaggiosa. È un passaggio necessario per integrare in pieno gli stessi medici stranieri nel SSN sia pubblico che privato e per non farli sentire ‘medici di serie B’. Noi tutti, uniti, ribadiamo il nostro netto no alla “guerra tra poveri” e non accettiamo più metodi di sotto-pagamento, compensi in ritardo e la discriminazione nell’ambito lavorativo per tutti i professionisti della sanità sia di origine straniera quanto italiana.

DECRETO CURA ITALIA

Decreto Cura Italia, occorre una proroga oltre la data del 31 dicembre 2025.

Dal 1 gennaio 2024, grazie al Decreto Cura Italia abbiamo evitato la chiusura di più di 1800 strutture, servizi dipartimenti, presso ospedali, cliniche private, dsa, centri di fisioterapia, centri analisi, pronto soccorso, medici di famiglia, pediatri.

FUGHE ALL’ESTERO, I NUMERI COMPLESSIVI

Il bilancio a livello nazionale dal 01.01.2023 ad oggi indica che sono più di 8.500 mila le richieste tramite email giunte alla segreteria dell’Amsi e all’Umem (Unione medica euro-mediterranea) da medici e professionisti della sanità con la richiesta di voler lavorare all’estero.

8.500 mila professionisti della sanità, di cui 5 mila medici specialisti e medici di famiglia e 3.500 mila professionisti della sanità (70% infermieri, 15% fisioterapisti e osteopati, 5% farmacisti, 10% podologi/logopedisti/psicologi/tecnici di laboratorio/tecnici di radiologia). Più dell’90% delle richieste provengono dalle strutture sanitarie pubbliche, inoltre sono arrivate più di 1500 tra telefonate di informazioni.

RICHIESTE DI FUGA DI PROFESSIONISTI SANITARI AD AMSI, REGIONE PER REGIONE

In particolare le maggiori richieste di fuga sono arrivate dalle seguenti regioni.

• Lombardia, 500 medici, 250 infermieri e professionisti della sanità; totale 750

• Veneto, 470 medici, 230 infermieri e professionisti della sanità; totale 700

• Piemonte, 450 medici, 200 infermieri e professionisti della sanità; totale 650

• Lazio, 450 medici, 200  infermieri e professionisti della sanità; totale 650

• Campania, 400 medici, 175 infermieri e professionisti della sanità; totale 575

• Emilia-Romagna, 350 medici, 150 infermieri e professionisti della sanità; totale 500

I medici specialisti che chiedono di lavorare all’estero sono soprattutto anestesisti, radiologi, ortopedici, medici di famiglia, medici di urgenza, chirurghi plastici, chirurghi generali, neurochirurghi, neurologi, ginecologi, pediatri.

ANNO 2024 – Fuga all’estero nei primi 5 mesi del 2024 nella Regione Lazio 

Negli ultimi cinque mesi, sono emigrati, dalla sanità di Roma e del resto del Lazio, ben 1252, tra medici (810), infermieri (389) e tecnici (53). E la regione della capitale indossa per la prima volta la maglia nera per la fuga dei camici bianchi con ben oltre i tre quarti del totale nazionale degli espatri (3306).