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Salute. Dal Prof. Foad Aodi appello al Ministro Schillaci per valorizzare e concretizzare il Manifesto “Uniti per i Medici”. 43 proposte per cambiare e salvare il presente e il futuro della sanità italiana.

Per uscire dalla crisi occorre ripartire dagli uomini e dalle donne della sanità.

E’ un progetto pensato e proposto dal Movimento Uniti per Unire, da Amsi, da 330 associazioni di professionisti della sanità e da società scientifiche che già dato la loro l’adesione nel nome del ruolo, dell’orgoglio, della dignità e del valore dei medici e dei professionisti della sanità in Italia e nel mondo. Per uscire dalla crisi occorre ripartire dagli uomini e dalle donne della sanità.

ROMA 10 LUG 2024 – Un accorato appello, che coinvolge il Ministro della Salute Schillaci, alla collaborazione, all’unità di intenti, all’equilibrio, per il bene di tutto il “Sistema Salute”. Protagonisti dovranno essere gioco forza i medici, l’esercito bianco, sia italiano che di origine straniera, pronti a “fare scudo” per difendere la propria professione e per costruire un futuro sempre più solido ed efficiente per la sanità italiana, a tutela del cittadino.

Un appello che non è solo una voce, non è solo parole, ma prende vita in un vero e proprio manifesto, in un documento di idee e proposte, seppur concrete ed efficaci, dove le parole d’ordine sono tutela e valorizzazione dei medici, al quale hanno aderito già più di 330 associazioni, società scientifiche e sindacati in Italia ed esperti in sanità ed economia.

Obiettivo è quello di rilanciare la professione, proponendo una serie di principi che la politica sanitaria deve prendersi il compito di attuare, per far sì che i medici possano esprimere al meglio le proprie competenze.

Ideatore e fautore del Manifesto-Appello “Uniti per i Medici” è il Prof. Foad Aodi, Presidente del Movimento Internazionale Uniti per Unire e di Amsi, Associazione Medici di Origine Straniera.

Forte della sua esperienza come professionista sanitario di lungo corso, ma soprattutto forte delle battaglie che porta avanti per la buona sanità, con oltre 1000 dibattiti-convegni organizzati dalle associazioni che presiede dal 2000, con alla base sfide sempre nuove per tutelare i professionisti sanitari italiani e quelli di origine straniera, il Prof. Aodi ha riassunto in 43 punti le proposte del Manifesto “Uniti per i Medici”, con delle premesse importanti che sono alla base del documento.

«Partiamo dalle nostre costanti e reiterate sollecitazioni, da oltre 24 anni, sin dalla nascita delle nostre associazioni, che mettiamo in atto in merito alle numerose criticità del vissuto quotidiano dei professioni sanitari, sia della sanità pubblica che privata italiana, la cui condizione è inesorabilmente peggiorata giorno dopo giorno negli ultimi 15 anni.

Non possiamo non considerare il valore della grande richiesta (più di 9000 professionisti della sanità dal 01 gennaio 2023) alle nostre associazioni in merito alle possibilità di fughe all’estero da parte dei professionisti, stanchi e avviliti e desiderosi di abbandonare il sistema sanitario italiano per approdare in Paesi con retribuzioni più dignitose e per abbracciare prospettive di carriera ben diverse dalle nostre.

Tutto questo ci conduce verso il pericoloso vicolo cieco del conseguente aumento della carenza di professionisti sanitari.

Non dimentichiamo le oltre 9000 richieste di professionisti della sanità giunte all’Amsi dalle regioni italiane dal pubblico e dal privato negli ultimi 5 anni.

Non possiamo ignorare che l’Italia è uno dei tre Paesi al mondo (insieme a Polonia e Messico) che non ha ancora completato l’iter per aver depenalizzare l’atto medico. E anche se il 97% delle denunce vengono archiviate, a dimostrazione della loro infondatezza, i medici vivono lo stress e l’ansia del rischio di dover subire un processo penale, e ne pagano le conseguenze a livello psicologico. Tutto questo fomenta la fuga all’estero.

Da nostre indagini emerge addirittura che il Lazio è la prima regione italiana per fuga all’estero di professionisti sanitari, un dato allarmante sul quale riflettere e in merito al quale dover agire prontamente.

Come Movimento Internazionale Uniti per Unire come Amsi non ci siamo mai fermati, con più di 8000 articoli, citazioni ed interviste da Gennaio del 2023 per sostenere la causa dei professionisti sanitari.

Ed ecco allora che è nato il Manifesto “Uniti per i Medici”, un documento apolitico, con proposte pensate e ragionate che nascono dall’esperienza di chi combatte con i medici e per i medici, e dal concreto desiderio di cambiamento.

E allora ecco il nostro appello al mondo medico italiano per aderire al nostro Manifesto che abbiamo accuratamente diviso in 4 sezione e che non tralascia nessuna questione, professionale, normativa, etica, economica e contrattuale.

“Uniti per i Medici” vuole arrivare a collaborare con la politica nazionale e regionale, con gli ordini professionali, con le associazioni. La parola d’ordine è di certo unità di intenti ma siamo pronti a dare battaglia per scuotere le coscienze e muovere le acque.

Da gennaio 2023 incontro ogni settimana, sia in presenza che telefonicamente, una media di 15 professionisti della sanità. Con loro discuto dei motivi della fuga all’estero e dalla sanità pubblica e le loro difficoltà. Abbiamo inserito tutte le proposte e criticità nel Manifesto e le strategie da intraprendere. La nostra battaglia va avanti e non si ferma».

Per aderire al Manifesto si può scrivere alla mail: comunicazioneamsi@gmail.com, inserendo Nome Associazione o soggetto e la propria email».

(I 43 punti completi del Manifesto “Uniti per i Medici” sono in allegato nel documento che vi invitiamo a leggere passaggio per passaggio).

Così il Prof. Foad Aodi. Presidente del Movimento Uniti per Unire ed Amsi (Associazione Medici di origine Straniera in Italia), nonché docente all’Università di Tor Vergata e già 4 volte Consigliere dell’Ordine di Roma e membro registro esperti della Fnomceo e direttore sanitario del Centro Medico Iris Italia e Direttore scientifico di agenzie di stampa italiane e straniere, con l’impegno a favore di tutti senza distinzione.